
Matthew James "Bells" Bellamy (Cambridge, Inghilterra, 9 giugno 1978 ) chitarrista, cantante e pianista della band inglese Muse di stile rock/alternative rock, influenzato da artisti tra cui Jimi Hendrix
Nasce da madre di Belfast (Irlanda del nord) e padre di Ecosse. Nato a Cambridge, si trasferisce con la famiglia nella sonnacchiosa cittadina di Teignmouth, Devon, all'età di 10 anni. Matthew si accosta rapidamente alla musica, poiché proveniente da una famiglia di musicisti. Suo padre fu chitarrista ritmico dei The Tornadoes, il cui singolo “Telstar” (1962) fu il primo singolo inglese a raggiungere la vetta delle classifiche degli Stati Uniti. Egli lo spinse a prendere lezioni di stampo classico di pianoforte. Visse tranquillamente fino all'età di 14 anni, età a cui vide i suoi genitori divorziare e fu costretto a spostarsi dalla nonna. È qui che, attraversando un periodo infelice e sotto ristrettezze economiche, iniziò a suonare da solo. Matt scoprì la chitarra come autodidatta, e suonò come chitarrista in numerose band scolastiche.
“La musica è sempre stata la ruota che mi ha scosso. Mi sono sempre aggrappato ad essa: quando mi facevo insultare volgarmente da un mio professore, ritornavo a casa per fare della musica e realizzavo nella mia testa che tutto andava bene. Quando qualcosa andava storto nella mia famiglia, la musica era ancora il mio miglior rimedio.” Matt afferma anche di aver vissuto periodi difficili in cui vedeva i suoi amici allontanarsi e perdersi nella droga, e che sarebbe caduto anch'esso nella droga se non avesse potuto rifugiarsi nella musica.
Fondò la band "Rocket baby dolls" insieme ai compagni Chris Wolstenholme e Dominic Howard con i quali vinse il premio di una "battle of the bands", competizione di gruppi musicali locali. Per vincere questo premio, si vide costretto (in mancanza di adeguate capacità tecniche) a salire sul palco, nella sua prima esibizione, munito di pesante trucco e tanta rabbia da fracassare qualsiasi oggetto a portata di mano. Da questa esperienza imparò che "le vibrazioni, le emozioni che crei sono importanti quanto le tue capacità tecniche. La musica è questione di emozione".
La band in questione fu così rinominata nell'attuale Muse.
Divenuto il leader carismatico del gruppo, di cui compone quasi tutti i brani, l’agitato artista attira sia la simpatia che l’antipatia: il suo stile è lirico, è l’impronta di una emozione unica per alcuni, ma considerato sfarzoso e senza gusto da altri. Ballate acustiche, riff titanici e distorti, canto posseduto, volate pianistiche sfuggenti, senso melodico indiscutibile, Bellamy ad ogni modo si dimostra un indubbio artista originale come pochi. Egli ha così coltivato involontariamente la sua immagine appariscente ed egocentrica a cui è difficile accedere.
Dichiara di preferire comporre le melodie al pianoforte, ricercando continuamente accordi inusuali e complicati. Cerca le parole da adattare alla musica solo dopo averla composta. È infine poco rilevante il modo in cui andrà (se andrà) a trasporre le melodie su chitarra, poiché dichiara di sentirsi di gran lunga più a suo agio con il pianoforte nonostante sia la chitarra lo strumento più a lungo da lui suonato durante qualsiasi tipo di esibizione.
Le qualità tecniche sono indubbiamente particolari. La sua voce è dotata di flessibilità e potenza uniche, sapientemente sbilanciata sul canto in falsetto. Al pianoforte dimostra elevata velocità e precisione dedicate ad un originale uso rock dello strumento. Alla chitarra mostra tendenza ad arpeggiare come a scatenarsi in riff unici quali quelli contenuti nei brani "New Born" e "Plug in Baby".
Sul palco si distingue per uno stile unico caratterizzato dalla ricerca del rumore in quanto supplemento alla musica, proveniente da un uso intensivo di ricercati dispositivi di effettistica elettronica. Assistendo ad una sua esibizione si avrà garanzia di spettacolo divertente ed autentico (brani migliorati, alterati e spesso decorati da piccole improvvisazioni).
Da notare come, nonostante il suo passato di sfascia-chitarre, fa ora esclusivamente uso di chitarre Manson personalizzate, veri capolavori di estetica ed elettronica, che si guarda bene dal rovinare.